Teatro di San Carlo
Non c’è istituzione artistica più importante a Napoli del Teatro di San Carlo. Non solo per la sua bellezza, ma anche per la posizione che ricopre nel panorama dei teatri lirici di tutta Europa. Fu infatti fondato nel 1737 per volontà di Carlo di Borbone, sotto il quale la città conobbe un fiorente periodo di rinascita culturale e politica. La prima opera messa in scena fu “Achille in Sciro” di Domenico Sarro su libretto di Pietro Metastasio.
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È oggi il teatro con maggiore capienza: ben oltre trecentomila spettatori trovano posto nel suo interno. La sua storia vanta nomi importantissimi nel panorama musicale di ogni tempo: Mozart si recò lì come spettatore, Gioacchino Rossini fu direttore del teatro dal 1815 al 1822, a lui succedette Gaetano Donizetti che presentò anche 16 opere in prima esecuzione. Anche Giuseppe Verdi presentò l’”Alzira” e la “Luisa Miller”, ma i tempi erano cambiati e sotto Ferdinando II la censura era più dura, così che il maestro Verdi scelse poi Roma per la prima de “Il trovatore” e “Un ballo in maschera”. Da un punto di vista architettonico il San Carlo conobbe vari interventi di rinnovamento; all’inizio il teatro sorge comunicando con il Palazzo Reale, per facilitare l’ingresso del Re. Il boccascena in seguito fu ridisegnato, così come la facciata fu rifatta per volere di Gioacchino Murat. Un incendio lo distrusse nel 1816, ma la solerzia e l’entusiasmo nei lavori, lo fecero risorgere dopo appena sei mesi. Altre calamità naturali si abbatterono sul Teatro, quali ad esempio un fulmine e le infiltrazioni di acqua piovana o ancora un incendio. Nel 2009 si sono completati gli ultimi lavori di restauro, con lavori di miglioria per gli spettatori. La storia del Teatro San Carlo è destinata a durare ancora per molto.
